
Fotografare la Sicilia: Taormina, Palermo e Siracusa
Tre città, tre mestieri diversi. Taormina è un balcone: quota, vulcano, un mare che cambia colore due volte in un'ora. Palermo non si mette in posa. Ortigia è una scatola di luce fatta di pietra. Conviene decidere prima quale delle tre serve al servizio che avete in mente.
Taormina: la quota fa metà del lavoro
Il Teatro Antico è quello per cui si sale: i laterizi spezzati della scena e, dentro il varco, l'Etna. Funziona, a una condizione, e la condizione è l'ora.
L'Etna sta a sudovest e si nasconde: foschia e cappello di nubi crescono durante la giornata, e alle quattro del pomeriggio d'estate il vulcano è un'ombra grigia dentro l'arco invece della montagna. Il mattino è più pulito. I cancelli aprono alle nove e per la prima mezz'ora la cavea alta è praticamente vuota; poi, tra le dieci e le dieci e mezza, arrivano i pullman da Catania e i gruppi delle crociere che salgono da Messina. Il teatro senza le spalle degli altri dentro l'inquadratura si fa all'apertura, non al tramonto. E conviene stare tre o quattro file più in alto: dall'orchestra il muro della scena si richiude sopra il vulcano.
Piazza IX Aprile è il caso opposto: pubblica, gratuita, aperta a qualsiasi ora, la scacchiera bianca e nera del selciato e un parapetto con sotto la baia di Naxos e l'Etna sulla destra. Guarda a est, quindi è un posto da alba e un pessimo posto da tramonto: la sera il sole è già dietro il paese e la terrazza resta in ombra piatta. Alle sei e mezza di una mattina di giugno la piazza è vostra; alle diciotto è un muro di tavolini e una fisarmonica.
Isola Bella sta sotto: funivia da via Pirandello a Mazzarò e otto minuti di strada, oppure i tornanti a piedi in venticinque. L'isolotto è riserva naturale, con biglietto e orario di chiusura; la spiaggia di ciottoli davanti è libera, con i lidi ai lati. L'istmo che li unisce finisce sotto pochi centimetri d'acqua ogni volta che il mare sale. La baia guarda a est, quindi di nuovo mattino. Alle undici di luglio è lettino contro lettino.
Il resto è logistica: ZTL, si parcheggia a Lumbi e si prende la navetta, e Corso Umberto sono ottocento metri di pietra lucida, da tenere presente se ci sono abito lungo e tacco. Da giugno a settembre il teatro perde una parte della stagione al montaggio del palco: tribune e ponteggi stanno esattamente dentro l'inquadratura per cui siete saliti.
Palermo: reportage, non monumenti
Palermo punisce l'approccio da cartolina. Cappella Palatina, Cattedrale, Monreale: biglietto, folla e nessuna possibilità di lavorare davvero. In cambio la città dà un reportage di strada che in una località turistica non trovate.
Ballarò va dalle sette alle quattordici, dal lunedì al sabato, e dà il meglio tra le otto e le dieci. È stretto e coperto da teli, quindi la luce arriva a lame: contrasti duri e ombre profonde, mai una luce distribuita. Si espone sulla lama e si lascia cadere il resto. Si compra qualcosa prima di alzare la macchina e si chiede al pescivendolo invece di fotografarlo di spalle: quasi tutti dicono di sì, e chi dice di no lo dice sul serio. L'abbanniata è il suono del posto, non una posa da far ripetere.
La Vucciria all'una è già mezza smontata; dalle ventuno in poi diventa un bar all'aperto, e lì è un altro mestiere: ISO alti, neon misti e qualcuno che vi attraversa il campo ogni quattro secondi. Il Capo sta in mezzo e ha i vicoli più stretti.
I cortili sono la parte che i visitatori si perdono. Dietro i portoni di via Alloro, via Butera e in giro per la Kalsa ci sono cortili con una palma, l'intonaco che se ne va, una scala esterna e un'unica lama di luce che scende nel pozzo. Molti sono privati. Quelli che funzionano sono i semipubblici: un portone aperto, due parole con chi sta in guardiola, cinque minuti tranquilli.
Sul Foro Italico al tramonto conviene essere precisi. Il prato corre lungo l'acqua sul lato a mare della città vecchia, e quell'acqua sta a est: il sole cala dietro la città, non sul mare. La luce diretta sui volti finisce circa venticinque minuti prima dell'orario ufficiale di tramonto, quando scende dietro i tetti della Kalsa; dopo restano venti minuti buoni di rosa sul golfo, con il Pellegrino che chiude a nord. Il controluce si fa prima, nei vicoli, e il Foro si tiene per la parte morbida. Il 14 e il 15 luglio, durante il Festino, il lungomare è della Santuzza e non vostro.
Siracusa: Ortigia è un riflettore
La pietra di Siracusa è crema a mezzogiorno e miele dopo le sei. Siracusa è la più facile delle tre per fotografare le persone, e Piazza del Duomo spiega perché: una piazza chiusa, tutta di quella pietra, con la facciata che prende la luce bassa da ovest e la rimanda addosso a chi sta in mezzo. Le ombre si riempiono da sole e nessuno deve reggere un pannello a mezzo metro dalla faccia — dettaglio che pesa parecchio quando davanti all'obiettivo c'è qualcuno a disagio.
La piazza si svuota per il caldo tra l'una e mezza e le tre e si riempie alle diciannove per la passeggiata. La finestra utile sono gli ultimi tre quarti d'ora di luce.
La Fonte Aretusa, con il papiro, guarda a ovest sul Porto Grande: è l'unico punto delle tre città dove potete mettere il sole vero dietro due persone. Sparisce dietro la costa bassa di fronte e non su un orizzonte pulito, quindi il disco ce l'avete sopra l'acqua senza aspettare un tramonto sul mare che non arriva. Il Lungomare di Levante è a sei minuti a piedi dall'altra parte dell'isola ed è esposto a est per l'alba. Il Castello Maniace, in punta, ha orari corti e variabili: si controlla la mattina stessa.
Ortigia è poco più di un chilometro ed è piatta. Due ore coprono Duomo, Aretusa, un giro nella Giudecca e il lungomare senza spostare l'auto. Si lascia al Talete e si entra a piedi. Una data da sapere: il 13 dicembre, per Santa Lucia, l'isola è della processione.
Quale città per quale servizio
| Servizio | Dove | Perché |
|---|---|---|
| Proposta di matrimonio | Taormina | Parapetto, vulcano, nessun posto dove il momento possa nascondersi |
| Elopement o matrimonio piccolo | Siracusa | Piatta, tutta a piedi, luce indulgente, una piazza solenne senza permessi |
| Ritratto di coppia | Prima Siracusa, poi Taormina | Ortigia valorizza, Taormina impressiona |
| Famiglia con bambini piccoli | Siracusa | Niente traffico, distanze corte, ombra a mezzogiorno |
| Documentario o contenuti | Palermo | Movimento, colore, cibo, materia, facce vere |
| Ritratto singolo | Palermo | Sfondi con la grana |
| Viaggio di nozze | Taormina | Si legge subito come Sicilia |
Per un servizio di coppia il criterio è brutale: Ortigia se conta come venite, Taormina se conta che si veda che è Sicilia, Palermo se le foto devono parlare di voi e non dello sfondo.
What clients say about this kind of shoot
Wonderful experience! We loved having Marco as the photographer for our special day. He and his son had such warmth about them and made us feel comfortable. The delivery of the photos was so quick and we absolutely love the outcome! He captured all the smiles, tears, laughter and love while being so professional, gentle and discreet. We had a bit of a language barrier which made the interactions even more fun. He was supportive through all our requests with a smile on his face. Grazie Marco! Thank you for being a part of our wedding and blessing us with your talent!
— Neriana Feimi on Marco M.
My husband and I are simply blown away by how amazing the photos of our wedding in Tuscany turned out! They are unique, artistic, truly special and edited to perfection. We loved working with them and highly recommend them to anybody getting married or having a special event in the area.
— Alexandra Saavedra on Marco M.
Choosing Marco and his team for our wedding was one of the best decisions we could have made! A fantastic photographer, extremely good and professional. From the very first moment he made us feel completely at ease, and on the wedding day he was impeccable in every respect. He managed to catch emotions, details and spontaneous moments without ever being intrusive, telling the story of our day in an authentic, special way. The photos are wonderful and every time we look at them we're moved all over again, reliving those unique moments. We'd choose him a thousand times over!
— Barbara Angioloni on Marco M.
Much more than a photographer — where his photographs end, the memories begin! I've known Marco Miglianti since I was a child. He photographed my First Communion and my Confirmation, so when the time came to choose a photographer for our wedding we had not the slightest doubt: we already knew it would be him. And today we can say with absolute certainty that we couldn't have made a better choice. From the very first meeting Marco won us over with his irresistible warmth, his humanity and his ability to put us completely at ease. He is a sunny, genuine person, always with a smile. On the morning of the wedding, as the emotion and the nerves were starting to bite, he managed to turn it all into laughter, calm and lightness. It was like having a family friend beside us. From the first moment Marco understood us perfectly, without our having to explain. We didn't want forced poses or staged moments; we simply wanted to live every instant spontaneously, without feeling watched or directed. With the discretion and sensitivity that set him apart, he managed to tell the story of our day exactly as it was: authentic and full of real emotion. With that same discretion and sensitivity he caught the knowing looks, the embraces, the tears of joy, the laughter and all those small details that often slip past but are the essence of such a special day. He never once asked us or our guests to interrupt a moment to pose, and precisely because of that, every photograph tells the truth of that day. When we received the photos we were deeply moved. We weren't simply looking at images: we were reliving our wedding. Every shot took us right back to that instant and those feelings, and made us feel something incredible. That is the greatest gift a photographer can give. Beyond his extraordinary sensitivity, Marco is an exceptionally well-prepared professional. You immediately sense his experience, his care for every detail and his ability to handle any situation calmly and confidently. Even his famous bride's emergency kit shows how nothing is left to chance and how much he genuinely wants everything to be perfect. Thank you from the heart, Marco, for telling the story of the most beautiful day of our lives with your enormous passion, your sensitivity and your infectious smile. You gave us authentic, timeless memories that we will keep in our hearts forever. If we could go back, we would choose you again. And we'd do it a thousand times over! Martina & Florian
— Martina Barlotta on Marco M.
Marco and his whole team shot my wedding and I was genuinely struck by their professionalism and by the beauty of the photos they took for us! Ours tell every moment of our wedding perfectly — shot after shot they gathered up our entire day! ❤️ Heartfelt thanks to Marco and all his team.
— Irene on Marco M.
I came across Marco's photos by chance on Instagram, even before I met my wife. His photographic style stayed with me until, a year ago, the moment finally came to contact him — successfully — for my wedding. Marco, his wife and his son are fantastic; you can see they love their work and do it with passion. They made us all feel at ease, creating a relaxed atmosphere and capturing, discreetly but attentively, truly every instant, with an artist's eye and a great deal of heart. The result of their work is the photos and the video we had dreamed of… beautiful memories we will keep forever.
— David Balestri on Marco M.
Stagione, e il problema di agosto
Da aprile a metà giugno e da metà settembre a fine ottobre. Maggio e ottobre sono i due mesi in cui luce, temperatura e folla vanno d'accordo tutte e tre.
Agosto è al completo in tutti i sensi: il teatro si riempie entro metà mattina, Ortigia è a trentacinque gradi all'una, la luce resta dura fino alle diciannove e trenta e tutto, dal posto auto al tavolino, è conteso. La settimana di Ferragosto è il picco del picco. Se agosto è l'unica finestra, si va all'alba sul serio: sveglia alle cinque, finito alle otto.
Lo scirocco è l'altro problema estivo: la polvere sahariana sale da sud, l'Etna sparisce nella foschia e il cielo diventa bianco piatto. Non c'è rimedio: si stringe e si rinuncia al campo largo sul vulcano. L'inverno a Palermo invece è sottovalutato — sole basso dentro i vicoli, mercati senza turisti — mentre a Taormina è inaffidabile, con le nuvole appoggiate sull'Etna per giorni.
Permessi e regole applicate davvero
Il Parco Archeologico Naxos Taormina gestisce sia il Teatro Antico sia Isola Bella, ha una tariffa per i servizi professionali e il divieto di cavalletto lo fa rispettare. La soglia che il personale applica in pratica è visiva: una coppia che cammina con un fotografo e una macchina passa come turismo; abito, assistente, stativo e pannello si leggono come set e vengono fermati al cancello. Se il servizio è quello, si chiede prima e per iscritto.
Le strade di Palermo e di Ortigia sono pubbliche: per un servizio a piedi non serve nessun permesso. Gli interni delle chiese sono una trattativa a parte con il parroco. Sui tre centri storici il drone è fuori discussione.
Distanze e costi
L'aeroporto di Catania serve Taormina, a una cinquantina di minuti, e Siracusa, a un'ora; Palermo ha il suo. Palermo–Taormina sono circa tre ore di auto, Taormina–Siracusa un'ora e mezza. Due delle tre città nello stesso giorno non si fanno.
I servizi costano 279 euro per un'ora, 465 euro per due e 649 euro per tre, tutto incluso. Un'ora copre un punto solo; due ore sono il minimo realistico per attraversare un centro storico a piedi. Tre ore sono la misura giusta per Palermo, dove la parte del mercato e la parte del mare distano venticinque minuti a piedi e le volete tutte e due.
Domande frequenti
Quando si vede l'Etna dal Teatro Antico di Taormina?
Al mattino: foschia e cappello di nubi crescono durante la giornata, e alle quattro del pomeriggio d'estate il vulcano è un'ombra grigia dentro l'arco. I cancelli aprono alle nove e per la prima mezz'ora la cavea alta è praticamente vuota, prima dei pullman da Catania e dei gruppi delle crociere tra le dieci e le dieci e mezza. Conviene stare tre o quattro file più in alto dell'orchestra.
Quale città siciliana è la più facile per un servizio di coppia?
Siracusa, cioè Ortigia: Piazza del Duomo è una piazza chiusa tutta di pietra chiara, con la facciata che prende la luce bassa da ovest e la rimanda addosso a chi sta in mezzo, così le ombre si riempiono da sole. La finestra utile sono gli ultimi tre quarti d'ora di luce, prima che la piazza si riempia alle diciannove per la passeggiata. Taormina impressiona, Palermo dà reportage e non sfondo.
Quali sono i mesi migliori per fotografare in Sicilia?
Da aprile a metà giugno e da metà settembre a fine ottobre; maggio e ottobre sono i due mesi in cui luce, temperatura e folla vanno d'accordo. Agosto è al completo: Ortigia a trentacinque gradi all'una, luce dura fino alle diciannove e trenta, e la settimana di Ferragosto è il picco del picco. Se agosto è l'unica finestra, si va all'alba sul serio: sveglia alle cinque, finito alle otto.
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