Fotografare la Puglia: Lecce e Alberobello
Lecce e Alberobello distano 110 chilometri e circa un'ora e mezza di auto, e sono due lavori diversi. Farle nello stesso giorno si può, ma si finisce per prendere la luce sbagliata in tutte e due. Meglio dare a ciascuna una mattina o una sera intera.
Real shots from Alberobello
Lecce
La pietra funziona solo con la luce radente
Con la pietra leccese conta più come la illumini che l'obiettivo che monti. Con il sole basso vira sull'albicocca e ogni cornice, ogni volto scolpito si porta dietro la propria ombra: le facciate acquistano volume. Con il sole a picco diventa gesso. Con il cielo coperto è grigia e spenta. Altrove il nuvoloso è una fortuna, qui è una giornata persa: conviene spostare la sessione invece di scattare sotto le nuvole.
Dettaglio che sfugge a chi non ci ha lavorato: la pietra è porosa, quindi dopo la pioggia si scurisce a chiazze e asciuga in modo disomogeneo per ore, anche a cielo ormai aperto. Una facciata bagnata a metà non si salva in post. Se ha piovuto la mattina, si lavora nei vicoli in ombra e le facciate grandi si rimandano.
Piazza del Duomo: la finestra dura venti minuti
È una piazza chiusa su tre lati, con un solo ingresso monumentale: da un lato la cattedrale e il campanile, dagli altri il palazzo vescovile e il seminario. Questo cambia tutto, perché nessuno la attraversa per andare altrove, non c'è traffico e chi entra rallenta. Nelle immagini si vede.
Dopo il tramonto si accendono i fari sulla cattedrale e sul campanile e la piazza diventa un palcoscenico. La finestra utile è quella in cui il cielo tiene ancora il blu e la pietra è già illuminata: circa venti minuti. Dopo, il cielo va a nero, il contrasto esplode e resta un primo piano illuminato sotto un buco. A f/1.8 il cavalletto non serve, e in una piazza così non è nemmeno il caso di piantarlo.
La piazza è libera e sempre aperta; cattedrale, cripta e campanile si visitano a pagamento e hanno orari stagionali, il che conta poco, perché quello che serve sta fuori. È il posto migliore della città per un servizio di coppia, proprio perché è abbastanza silenziosa da far smettere di recitare.
L'anfiteatro dentro piazza Sant'Oronzo
Secondo secolo, riportato alla luce per caso durante lavori edilizi a inizio Novecento e scavato per circa un terzo: il resto sta sotto i palazzi intorno. Si fotografa dall'alto, dalla ringhiera.
L'ora buona è metà mattina, quando il sole ha scavalcato i palazzi a est e taglia di striscio le gradinate, così i gradoni si separano invece di impastarsi in un blocco grigio. Dall'aperitivo in poi la piazza è il salotto della città ed è piena davvero: va bene per il reportage, non per il posato.
Il centro si svuota a due strade di distanza
Il centro storico sta tutto in un quarto d'ora a piedi. Basta uscire dalle piazze e non c'è più nessuno: via Palmieri verso Porta Napoli, i vicoli intorno a San Matteo, il retro del Duomo. Muri chiari, persiane verdi, un motorino. Prima delle nove è roba tua. È lì che funzionano i servizi di famiglia, perché i bambini possono muoversi senza intralciare nessuno.
ZTL, parcheggio, treni
Centro storico in ZTL con varchi elettronici: auto fuori le mura e si entra a piedi, tanto è tutto vicino. Lecce è capolinea della dorsale adriatica: da Bari circa un'ora e mezza, e ci sono collegamenti diretti da Roma. Scheda della città: Lecce.
Alberobello
Prima delle nove, dopo le sei
Circa millecinquecento trulli, chiancarelle grigie sui coni, muri tenuti a calce e rinfrescati spesso. Tra le dieci e le cinque, d'estate, quei muri non sono bianchi: sono una sorgente di luce. Esponi per il viso e il muro brucia, esponi per il muro e il viso resta impastato, e non esiste una via di mezzo decente. Prima delle nove e dopo le sei la calce vira sul crema, i coni si stagliano grigio-azzurri e il paese torna fotografabile.
Rione Monti e Aia Piccola non sono la stessa cosa
Monti è la salita da cartolina: mille trulli circa, e quasi tutti al piano strada ormai sono negozi. Alle sette e mezza è un paese. Alle undici, con le saracinesche alzate e le rastrelliere di souvenir fuori, è un mercato.
Dall'altra parte di largo Martellotta, Aia Piccola conta quattrocento trulli ed è ancora abitata: panni stesi, gatti, sedie fuori dalla porta. Resta tranquilla anche a Ferragosto. Ci si lavora a qualsiasi ora, a voce bassa e senza infilare l'obiettivo dentro le porte aperte. Lì non ho mai avuto problemi, ed è una questione di modi, non di regolamenti.
Belvedere, foschia e scirocco
Dal Belvedere Santa Lucia si prende il mare di coni del rione Monti. La mattina il sole è alle spalle, i tetti sono illuminati frontalmente e ogni cono si stacca dal successivo. Verso sera si lavora in controluce e la stessa vista diventa grafica e scura, che è un'altra fotografia e spesso migliore.
Con lo scirocco l'aria si fa lattiginosa e il panorama perde metà del suo valore: si capisce a occhio prima di salire, e in quel caso conviene restare nei vicoli e lavorare stretto. Dopo un temporale, o con la tramontana, l'aria è tersa e il belvedere rende il doppio.
In cima a Monti c'è Sant'Antonio, la chiesa costruita negli anni Venti a forma di trullo, e la salita si svuota dopo le 18:30. Il Trullo Sovrano, l'unico a due piani, sta invece dall'altra parte del paese, vicino a piazza Sacramento: biglietto simbolico, stanze piccole e buie, serve un obiettivo luminoso e pazienza con lo spazio.
Cose che fanno perdere tempo
- Vicoli in pendenza e pietra levigata. I tacchi sono da escludere, non è un consiglio di stile.
- Gli interni dei trulli sono scuri e il cono si mangia la luce. Se un negoziante ti fa entrare, meglio avere un fisso luminoso già montato.
- I pullman da Bari e Brindisi arrivano da metà mattina e se ne vanno intorno alle cinque.
- Le zone dei trulli sono pedonali, i parcheggi a pagamento stanno fuori.
- Droni: dare per scontato di no.
- Il treno da Bari è la Sud Est, circa un'ora e quaranta, con servizio ridotto la domenica. Meglio l'auto.
Scheda del paese: Alberobello.
Distanze vere
| Da | A | Auto |
|---|---|---|
| Alberobello | Locorotondo | 15 min |
| Alberobello | Martina Franca | 20 min |
| Alberobello | Ostuni | 40 min |
| Alberobello | Polignano a Mare (Adriatico) | 35 min |
| Alberobello | Taranto (Ionio) | 50 min |
| Lecce | San Cataldo (Adriatico) | 20 min |
| Lecce | Gallipoli (Ionio) | 50 min |
| Lecce | Alberobello | 1 h 30 |
Due mari entro un'ora da entrambe le basi, ed è questo il vero argomento della Puglia: barocco alle otto del mattino e spiaggia al tramonto senza correre. Ostuni è a quaranta minuti da Alberobello ed è più scenografica di Alberobello stessa; Locorotondo è a un quarto d'ora, con le cummerse al posto dei coni e quasi nessuno per strada.
Il caldo, detto senza giri di parole
Nell'entroterra, a luglio e agosto, si arriva a 35-40 gradi già nel primo pomeriggio, e la Valle d'Itria non ha brezza di mare che compensi. I 430 metri di Alberobello si sentono la sera e non alle due. Lecce è peggio a modo suo: la pietra accumula calore tutto il giorno e lo restituisce fino a mezzanotte.
I mesi buoni sono maggio, giugno, fine settembre e ottobre. Ad agosto, oltre al caldo, c'è la viabilità: le direttrici verso il Salento e le uscite per la costa ionica si intasano dal tardo pomeriggio, e un trasferimento che a maggio è di quaranta minuti può diventarne il doppio. Se agosto è obbligato: 06:30-09:00 oppure dalle 18:30 al tramonto, e in mezzo niente.
Ultima cosa sull'orario, che sbagliano quasi tutti: la Puglia è l'estremo est del Paese, quindi alba e tramonto arrivano circa venticinque minuti prima che a Roma. A metà giugno il sole è già sotto verso le 20:30, a metà ottobre verso le 18:20. Si programma sul sole, non sull'orologio.
Quanto tempo serve
- Un'ora, 279 euro: una sola location fatta bene. Piazza del Duomo all'ora blu, oppure Rione Monti alle sette e mezza.
- Due ore, 465 euro: Lecce per intero, da Santa Croce all'anfiteatro fino alla piazza del Duomo quando si accendono i fari. Oppure i due rioni di Alberobello con il belvedere in mezzo.
- Tre ore, 649 euro: Alberobello più Locorotondo, oppure Lecce più la costa a San Cataldo.
Sono prezzi finali, tutto compreso.
Se ad Alberobello hai una mattina sola, punta la sveglia alle sei. Alle sette meno un quarto il paese è vuoto, la luce entra di traverso nei vicoli e sei già a prendere il caffè quando parcheggia il primo pullman.
Domande frequenti
Si possono fotografare Lecce e Alberobello nello stesso giorno?
Si può, ma si finisce per prendere la luce sbagliata in tutte e due: distano 110 chilometri e circa un'ora e mezza di auto, e sono due lavori diversi. Meglio dare a ciascuna una mattina o una sera intera. Se ad Alberobello hai una mattina sola, punta la sveglia alle sei: alle sette meno un quarto il paese è vuoto e la luce entra di traverso nei vicoli.
Qual è l'ora migliore per fotografare Alberobello?
Prima delle nove e dopo le sei. Tra le dieci e le cinque, d'estate, i muri a calce dei trulli sono una sorgente di luce: esponi per il viso e il muro brucia, esponi per il muro e il viso resta impastato. Nelle ore di margine la calce vira sul crema, i coni si stagliano grigio-azzurri, e i pullman da Bari e Brindisi se ne vanno intorno alle cinque.
Quali sono i mesi migliori per un servizio fotografico in Puglia?
Maggio, giugno, fine settembre e ottobre. A luglio e agosto nell'entroterra si arriva a 35-40 gradi già nel primo pomeriggio e la pietra di Lecce restituisce il calore fino a mezzanotte; se agosto è obbligato, 06:30-09:00 oppure dalle 18:30 al tramonto. La Puglia è l'estremo est del Paese, quindi alba e tramonto arrivano circa venticinque minuti prima che a Roma.
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