Fotografare Firenze: dove, quando e con quale luce
Un'ora di luce, tre sfondi
Da piazza del Duomo giù per via dei Calzaiuoli sono quattro minuti fino a piazza della Signoria. Loggia dei Lanzi, colonnato degli Uffizi, altri tre e sei sull'Arno. Ponte Vecchio ce l'hai a destra; ponte Santa Trinita, che è il punto giusto dove mettersi, è tre minuti più a valle.
Un quarto d'ora a piedi e hai attraversato tutto il repertorio: cattedrale, piazza civica, fiume. Un'ora di luce buona qui rende più che altrove, perché non se ne perde metà negli spostamenti. La pagina di Firenze raccoglie i servizi che funzionano in città; qui si parla del terreno.
Una nota tecnica. Firenze è fatta di due pietre che con la luce calda si comportano in modo opposto: la pietraforte delle facciate assorbe il sole basso e vira quasi al miele, la pietra serena di archi, cornici e stipiti resta fredda. Sotto una loggia all'alba te le ritrovi tutte e due nella stessa inquadratura.
Real shots from Siena
L'alba: il Duomo prima dei furgoni
A giugno il sole è su verso le 5:35 e la piazza si lavora dalle sei, mentre i furgoni scaricano ancora; a dicembre l'alba è più vicina alle 7:40 e puoi arrivare insieme a lei. In tutti e due i casi hai una quarantina di minuti di piazza quasi vuota, poi gli spazzini, poi i primi gruppi verso le nove. Alle nove e mezza la fila con prenotazione per la cupola è distesa lungo il fianco nord.
Non fotografare dal centro della piazza: la mole è troppo vicina e il soggetto diventa un francobollo su un muro di marmo. Meglio le vie che ci arrivano dentro, perché mettono la cupola a distanza e una cornice scura intorno.
- Via dello Studio verso nord: la cupola e il fianco della cattedrale in fondo a un budello in ombra. È l'inquadratura più affidabile del centro.
- Via dei Servi verso sud: stessa idea dall'altro lato, con più spazio per arretrare.
- Piazza San Giovanni, sul lato nord del Battistero: le porte bronzee del Ghiberti dietro il soggetto, la folla dietro di te.
Lungarni: Ponte Vecchio si fotografa, non si calpesta
Ponte Vecchio è una via commerciale con un fiume sotto, non un punto di vista, e starci sopra è l'errore più comune. Dalle dieci del mattino a notte fonda ci si passa spalla a spalla davanti alle serrande degli orafi, e la terrazzina del Cellini è una calca. Il ponte lo vuoi nell'inquadratura, non sotto i piedi.
- Ponte Santa Trinita, guardando a monte. Il classico, e per un motivo preciso: al tramonto il sole basso arriva da dietro di te, lungo il fiume, e illumina in pieno il fianco ovest di Ponte Vecchio. Mettiti contro il parapetto di valle, così non intralci chi passa.
- Ponte alle Grazie, dall'altra parte. Stesso ponte, trattamento opposto: il sole cala dietro, quindi silhouette netta e fiume incendiato.
- Lungarno Torrigiani, la sponda dell'Oltrarno fra i due ponti. Basso, tranquillo, e siccome questo tratto di fiume sta fra due pescaie all'alba è spesso uno specchio.
- Le arcate del lungarno degli Archibusieri, sulla riva destra, sotto il Corridoio Vasariano. Ombra profonda, archi in serie, una lama di luce di fiume in fondo: il ripiego di mezzogiorno.
Un ponte è un passaggio pubblico, non un set: un minuto e mezzo prima che qualcuno debba passare. A mano libera, inquadratura decisa prima di alzare la macchina.
Il Piazzale, e quello che sta appena sopra
Da ponte alle Grazie si passa in Oltrarno e si sale per le Rampe del Poggi, i tornanti con fontane e grotte sopra piazza Poggi: quindici-venti minuti a piedi, oppure il 12 e il 13 per chi ha le scarpe sbagliate.
Poi diciamolo: in cima c'è un parcheggio con vista, un David di bronzo, i pullman e cento telefoni sulla balaustra. Il panorama è uno dei più belli d'Europa e alle otto di sera in luglio è quasi inutilizzabile per i ritratti. La soluzione è fermarsi prima.
- A metà rampe. Stesso fiume, stesso profilo di città, pietra e acqua in primo piano, e sui terrazzamenti nessuno.
- Giardino delle Rose, cancello a lato delle rampe. Gratuito, terrazzato, olivi, i bronzi di Folon, rose al meglio a maggio e la cupola pulita oltre il muro.
- San Miniato al Monte, altri cinque minuti di salita: più in alto, più silenzioso, il cimitero delle Porte Sante dietro e una facciata intarsiata di verde e bianco che prende in pieno l'ultima luce. La chiesa chiude la sera, il sagrato no.
Dal Piazzale si guarda a nord-ovest, quindi d'estate il sole scende lungo la valle alla tua sinistra e cupola, Palazzo Vecchio e Santa Croce la prendono sulle facciate a ovest. Gira i soggetti verso quella luce invece di allinearli allo skyline, e tieni la cupola decentrata: in mezzo alle due teste diventa una calamita da frigorifero. Poi si aspetta: dieci minuti dopo il tramonto la folla si scioglie, e i venticinque successivi valgono più del tramonto stesso.
Boboli e Bardini chiudono prima della luce buona
Tengono orari da museo, non da fotografo: d'estate i cancelli chiudono verso le 19:30, quando al tramonto manca ancora un'ora e mezza, e d'inverno verso le 16:30, cioè più o meno quando il sole se ne va comunque. L'ultimo ingresso è un'ora prima, e Boboli chiude un paio di giorni al mese.
Sembra un limite ed è un vantaggio, perché i giardini risolvono il mezzogiorno, l'ora in cui il centro è impraticabile.
Boboli è grande, in salita e tutto ghiaia: il Viottolone, l'anfiteatro dietro Pitti, la terrazza del Kaffeehaus. Avvisa chi viene coi tacchi: la ghiaia è grossa e la salita è vera.
Bardini è più piccolo, più ripido e fotograficamente migliore: il tunnel del glicine, che fiorisce per tre settimane scarse intorno a metà aprile e da solo giustifica la data del servizio, la scalinata barocca, la loggia del belvedere con la cupola che galleggia sui tetti, e molta meno gente.
Si entra a pagamento e ci sono regole su riprese commerciali, treppiedi e illuminazione: verifica prima di promettere qualcosa che vada oltre la macchina a tracolla.
L'Oltrarno a mezzogiorno
Quando il sole è alto e il centro è una lastra bianca, si passa di là d'Arno. Le vie a sud sono strette abbastanza da restare in ombra mentre una parete rimanda luce calda di rimbalzo: via Toscanella, Sdrucciolo de' Pitti, borgo San Frediano, piazza della Passera, Santo Spirito con la facciata nuda.
È ancora un quartiere di mestieri: doratori, corniciai, restauratori, calzolai, legatori di carta marmorizzata, porte aperte sulla strada per tutta la mattina. Chiedi prima di infilare l'obiettivo dentro una bottega; chi dice di no di solito sta stendendo foglia d'oro.
What clients say about this kind of shoot
Wonderful experience! We loved having Marco as the photographer for our special day. He and his son had such warmth about them and made us feel comfortable. The delivery of the photos was so quick and we absolutely love the outcome! He captured all the smiles, tears, laughter and love while being so professional, gentle and discreet. We had a bit of a language barrier which made the interactions even more fun. He was supportive through all our requests with a smile on his face. Grazie Marco! Thank you for being a part of our wedding and blessing us with your talent!
— Neriana Feimi on Marco M.
My husband and I are simply blown away by how amazing the photos of our wedding in Tuscany turned out! They are unique, artistic, truly special and edited to perfection. We loved working with them and highly recommend them to anybody getting married or having a special event in the area.
— Alexandra Saavedra on Marco M.
We couldn't recommend Georgiana more as a wedding photographer! From our very first meeting, we knew she would be an absolute dream to work with. She took the time to meet us at our venue months before the wedding — even late in the evening when that was the only time we were available! She was so attentive and we instantly loved her laid-back, friendly approach. Our wedding included multiple ceremonies, including a traditional Asian ceremony, and it meant so much that Georgiana took the time to learn about each stage so she could capture all the important moments perfectly. On the wedding day itself, she was such a calming presence. When I was running behind getting into my dress, she even stepped in to help! I had a rather ambitious goal of taking group photos with all of our guests during cocktail hour, and she took on the challenge with such enthusiasm. She made us feel so comfortable during our couple shoot, and all our guests commented on how organized and on-the-ball she was throughout the day. The photos turned out absolutely stunning — we were blown away by how many special moments she managed to capture. We decided not to hire a videographer, which I initially regretted on the day, but thanks to Georgiana's beautiful work, we were able to create a slideshow that truly tells the story of our wedding. It's a keepsake we'll treasure forever. Georgiana is not only a talented photographer, but also a genuinely kind and wonderful person to have by your side on your wedding day. We can't recommend her enough and are so grateful she was part of our special day.
— John Doheny on Georgiana A.
Yana was incredible to work with during our Rome photoshoot. She made the experience fun and relaxed, and the photos turned out beautifully—natural, romantic, and full of emotion. We're so grateful to have these memories captured so perfectly. Thank you Yana!
— Nerissa & Aveer on Yana V.
We had already come to appreciate Georgiana's work before the wedding — we'd been following her on social media for a while and had no hesitation in entrusting ourselves to her. From the very first meeting she created a familiar, easy atmosphere that carried through the whole event. Professional and organised, discreet but also able to direct firmly at the crucial moments. She sent us a preview of the photos in no time at all, and they were nothing short of splendid! A word too for the post-production, which in its simplicity helps make the atmosphere of every captured moment magical. Thank you from the heart.
— Alessandra Monaco on Georgiana A.
Choosing Marco and his team for our wedding was one of the best decisions we could have made! A fantastic photographer, extremely good and professional. From the very first moment he made us feel completely at ease, and on the wedding day he was impeccable in every respect. He managed to catch emotions, details and spontaneous moments without ever being intrusive, telling the story of our day in an authentic, special way. The photos are wonderful and every time we look at them we're moved all over again, reliving those unique moments. We'd choose him a thousand times over!
— Barbara Angioloni on Marco M.
Come si distribuisce la giornata
| Ora | Dove | Perché |
|---|---|---|
| Alba - 8:30 | Vie del Duomo, Signoria | Pietra vuota, ombre lunghe |
| 8:30 - 10:30 | Lungarni, Santa Trinita | Fiume liscio, folla in crescita |
| 10:30 - 16:00 | Boboli, Bardini, Oltrarno | Ombra mentre il centro abbaglia |
| Ora d'oro | Santa Trinita, poi le Rampe | Ponte illuminato, poi la salita |
| Tramonto + 25 min | Piazzale, San Miniato | Luci accese, folla sciolta |
Cosa va storto
- I ponteggi. Qualcosa è sempre in restauro: controlla la facciata prima di programmarci sopra mezzo servizio.
- Il sabato a Palazzo Vecchio. I matrimoni civili si susseguono tutto il giorno: cortile affollato e a tratti chiuso.
- Agosto. Caldo, foschia, luce piatta già alle nove: o si lavora ai bordi della giornata, o si sposta il mese.
- La pioggia. La pietraforte si scurisce, il selciato diventa specchio. Non è un rinvio, purché gli ombrelli siano tinta unita.
- La ZTL. Il centro non si attraversa in auto: si progetta tutto a piedi.
Quanto deve durare
I servizi hanno un prezzo tutto compreso, lato cliente: 279 euro per un'ora, 465 per due, 649 per tre. Firenze è uno dei pochi posti in cui l'ora singola è una scelta seria e non un compromesso: sessanta minuti tra Duomo e Santa Trinita restituiscono tre ambientazioni diverse.
Due ore restano la scelta più sensata per un servizio di coppia o per un servizio di fidanzamento, perché comprano la salita: un'ora in centro, poi le rampe per l'ultima luce e l'ora blu. Tre ore se vuoi anche i giardini.
Se hai un giorno in più
Siena è a un'ora e un quarto di macchina ed è un'altra materia: mattone invece di pietra, una piazza inclinata enorme, una facciata a fasce che prende l'ultima luce frontalmente. Altri tre quarti d'ora e sei in Val d'Orcia, dove stanno i filari di cipressi. Nessuna delle due funziona come appendice a un'ora fiorentina: meritano una mattina propria, sul posto prima dei pullman.
Domande frequenti
Da dove si fotografa meglio Ponte Vecchio?
Non da sopra: dalle dieci del mattino a notte fonda ci si passa spalla a spalla davanti alle serrande degli orafi. Da ponte Santa Trinita guardando a monte, dove al tramonto il sole basso arriva da dietro e illumina in pieno il fianco ovest del ponte; da ponte alle Grazie per la silhouette netta e il fiume incendiato; dal lungarno Torrigiani, che all'alba è spesso uno specchio perché il tratto sta fra due pescaie.
A che ora è vuota piazza del Duomo a Firenze?
A giugno il sole è su verso le 5:35 e la piazza si lavora dalle sei; a dicembre l'alba è vicina alle 7:40. In entrambi i casi hai una quarantina di minuti di piazza quasi vuota, poi gli spazzini e i primi gruppi verso le nove. Non fotografare dal centro della piazza: meglio via dello Studio verso nord, con la cupola in fondo a un budello in ombra.
Qual è il momento migliore al Piazzale Michelangelo?
Dieci minuti dopo il tramonto la folla si scioglie, e i venticinque successivi valgono più del tramonto stesso. Alle otto di sera in luglio la cima è un parcheggio con vista, quasi inutilizzabile per i ritratti: fermati a metà delle Rampe del Poggi, nel Giardino delle Rose, gratuito e terrazzato, o sali cinque minuti fino a San Miniato al Monte, dove la facciata prende in pieno l'ultima luce.
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